Il gioco II

Abbiamo accennato in precedenza all’importanza della condivisione da parte dei genitori di attività di gioco assieme ai propri bambini. La “guida” da parte di un adulto o di un coetaneo più competente durante il gioco del bambino è di fondamentale importanza per promuovere il suo sviluppo. Lev S. Vjgotskij sosteneva che il gioco costituisce la principale fonte di sviluppo del bambino. Questi, infatti, nel gioco soddisfa determinate esigenze ed impulsi che cambiano con il progredire dell’età. Il ruolo dell’adulto durante questi passaggi sarebbe di fondamentale importanza. Con il concetto di Zona Prossimale di Sviluppo Vygotskij sostiene che l’apprendimento avviene con l’aiuto degli altri e l’altro più “competente” può lavorare sulla zona attuale di sviluppo del bambino, tendendo verso quella prossima, potenziale. In altre parole, si definisce Zona Prossimale di Sviluppo la distanza tra il livello di sviluppo effettivo di un bambino e quello potenziale cioè quanto il bambino può apprendere con l’aiuto di una guida. Supportato da un adulto, ma anche da un coetaneo più competente che gli mostra come si fa qualcosa, un bambino è in grado di avere una prestazione migliore rispetto a quella che avrebbe agendo da solo. Nel momento in cui il bambino fa da solo ciò che in precedenza faceva con l’aiuto di altri, significa che un’attività o una competenza sono state interiorizzate. Si utilizza il termine scaffolding (dall’inglese “impalcatura” o “ponteggio”) proprio per indicare il sostegno che una persona competente può offrire ad un’altra per aiutarla ad implementare nozioni ed abilità (Wood, Bruner, & Ross, 1976).

Quando un genitore gioca con il proprio bambino di circa 18 mesi ad esempio con le costruzioni, e gli fa vedere che mettendo un mattoncino sopra l’altro
si può costruire una torre, non fa qualcosa di banale, ma di importante per il suo sviluppo e apprendimento. Le proposte di un adulto devono però ovviamente essere commisurate all’età del bambino per non generare frustrazione qualora fossero troppo complicate per lui, ma nemmeno abbassamento dell’autostima qualora fossero inferiori al suo livello di sviluppo.

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