La continuità nido-infanzia

Da qualche anno i bambini dell’ultimo anno di nido, sono protagonisti del “progetto continuità” con la scuola dell’infanzia inserita nella stessa struttura. Si tratta di un progetto volto a sviluppare e potenziare il raccordo tra micronido e scuola dell’infanzia attraverso l’elaborazione congiunta di percorsi di continuità che facilitino l’inserimento dei bambini all’interno dell’ambito educativo successivo. Il passaggio dal nido all’infanzia rappresenta spesso una fase delicata poiché il bambino deve affrontare un cambiamento importante. Si tratta, infatti, del passaggio da un ambiente più familiare e protetto ad uno più “scolastico” in cui i bambini si devono confrontare con nuovi sistemi relazionali, nuove regole e nuove responsabilità. E’ un percorso di crescita normale che però va vissuto in modo sereno grazie anche ad un’attiva collaborazione tra educatrici e maestre.

Il nostro progetto continuità prevede in primis, la scelta di un libro che tratti un argomento adatto allo scopo (il distacco, la crescita, il viaggio,…) e parallelamente, alcune “visite” alle sezioni della scuola dell’infanzia per iniziare a conoscere il nuovo ambiente, le maestre, i futuri compagni. Dopo aver letto il libro, i bambini del nido svolgono varie attività ad esso collegate quali la realizzazione, ad esempio sotto forma di pupazzo, del personaggio principale della storia e di un libro individuale che ne ripercorre la trama. Entrambi svolgono la funzione di “oggetto transizionale” per accompagnare l’ingresso del bambino alla scuola dell’infanzia.

Quest’anno le educatrici hanno scelto di leggere ai bambini “Zeb e la scorta di baci” di Michel Gay edito da Babalibri. Protagonista della storia è la zebra Zeb che deve partire per il campo estivo e mamma e papà , per confortarlo, gli preparano delle baciocaramelle (semplici foglietti di carta con stampati sopra i loro baci) mettendole dentro una scatola di latta. Durante il viaggio in treno Zeb condivide le sue baciocaramelle con altre zebre che diventeranno sue amiche. I bambini verranno coinvolti nella realizzazione di un libricino “stile Zeb” immaginando un viaggio verso la scuola dell’infanzia. Il tema del viaggio ben si presta per questo tipo di progetto. Si tratta infatti di un percorso, di un cammino che attraversa varie fasi. Zeb deve affrontare il distacco dai genitori, vive attimi di malinconia e tristezza, una lacrima scende sul suo viso, ma attraverso la condivisione di questi momenti con le altre zebre e l’amicizia che si viene a creare tra loro, supera le difficoltà iniziali e riesce a godere appieno della nuova esperienza che sta affrontando. Gli stessi ostacoli dovranno essere superati dai nostri piccoli amici durante l’inserimento alla scuola dell’infanzia. Non mancheranno momenti difficili per loro e per le famiglie, ma siamo convinte che con l’aiuto di questi tipi di progetto, il passaggio risulterà più dolce e sereno.

Ecco alcuni dei libri che abbiamo utilizzato in questi anni:

 

 

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Le regole: consigli pratici

Nell’articolo precedente abbiamo parlato di regole e di quanto siano importanti per uno sviluppo sano del bambino. Vorremmo ora aggiungere alcuni consigli per metterle in pratica in modo efficace:

  • cerchiamo di esprimere i “no” al positivo: evitiamo quindi di dire “non fare questa cosa”, ma “fai quest’altra” . Ad esempio al posto di dire :“Non urlare!” possiamo dire: “Parla a bassa voce”. In questo modo comunicheremo al bambino aspettative positive ad esempio su un certo tipo di atteggiamento ed eviteremo di suggerire azioni “negative”;
  • quando diciamo “no”, facciamolo guardando il bambino negli occhi e stando alla sua altezza;
  • quando diamo una regola questa deve essere sintetica e concreta. Evitiamo di essere troppo generali ed astratti. Ad esempio proviamo a dire: “Metti i pennarelli nella loro scatola” piuttosto di: “ Metti in ordine tutto quello che è fuori posto”;
  • postura, mimica e tono di voce devono essere adeguati e congruenti al contenuto verbale che stiamo rendendo esplicito al bambino. Se i bambini percepiscono ambiguità difficilmente attueranno ciò che gli abbiamo chiesto di fare;
  • esplicitiamo chiaramente le regole in modo tale che il bambino abbia ben presente cosa ci aspettiamo da lui. E ripetiamole varie volte poiché il bambino ha bisogno di molte ripetizioni prima di imparare qualcosa di nuovo;
  • se permettiamo al bambino di trasgredire ad una regola spieghiamo sempre che si tratta di un’eccezione motivandola;
  • cerchiamo di evitare i ricatti;
  • facciamo sì che il bambino impari quali siano le conseguenze dei propri comportamenti facendolo rimediare direttamente agli “errori”. Ad esempio al bambino che ha rovesciato la minestra sul pavimento chiediamo di pulire;
  • in presenza di due o più bambini è normale che ci siano regole diverse in accordo con l’età di ognuno. E’ altrettanto normale che questa cosa li infastidisca. Cerchiamo comunque di spiegare con pazienza che ad età differenti possono corrispondere limiti diversi.

Quanto detto non è sicuramente la formula magica che ci permetterà di far imparare le regole ai bambini senza fatica e con effetto immediato. Difficilmente accetteranno di buon grado i limiti che gli vengono imposti. E’ normale che il bambino non li impari subito e che si possa arrabbiare di fronte ad un no. E’ importante quindi che l’adulto mantenga il limite o il “no” e al contempo sappia accettare e contenere le emozioni manifestate dal bambino.

E ricordiamoci che uno dei compiti dell’adulto è quello di educare i bambini a tollerare le frustrazioni e non quello di evitargliele.

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Regole: come, quando e perché

L’educazione è una sfida giornaliera da affrontare assieme ai propri figli, è una scelta difficile, ma che dà frutti.

Molto spesso i genitori si chiedono come fare a far rispettare le regole ai bambini. E’ bene sapere, innanzitutto, che già dai 4 mesi il bambino è in grado di capire i limiti imposti dall’adulto. Questo perché capisce dal tono della voce la fermezza del genitore. Fermezza ed autorevolezza (non autorità) costituiscono le basi di una buona educazione. L’essere autorevoli con i propri figli e quindi porre delle regole permette ai bambini di crescere serenamente ed aumenta l’autostima. Le regole, infatti, donano sicurezza, rendono l’ambiente (inteso come ambiente fisico, ma anche contesto sociale) prevedibile quindi sicuro, consentono uno sviluppo armonioso, guidano il comportamento del bambino facendolo diventare un adulto sicuro e sereno. I bambini imparano che esistono dei limiti, dei confini fra ciò che è lecito e ciò che non lo è. Il rispetto delle regole allena la negoziazione, la capacità di attendere ed è alla base della convivenza sociale.

La mancanza di regole, al contrario, crea disorientamento ed insicurezza, porta a comportamenti disfunzionali o problematici ed alla mancanza di autoregolazione.

Cosa si può fare nella pratica? Innanzitutto iniziamo dando poche regole ed aspettiamo che queste siano ben assimilate dal bambino prima di introdurne altre. Queste devono essere costanti quindi valide sempre, condivise da entrambi i genitori e da genitori ed insegnanti per non generare confusione ed ansia. Bisogna incoraggiare il bambino quando rispetta le regole dando un rinforzo positivo al comportamento adeguato.

Come comportarsi quando si infrangono le regole? È giusta la “punizione”? Punizioni sì, ma rare poiché producono frustrazione e a lungo andare possono creare assuefazione, e non devono essere dovute ad una scarica di rabbia da parte del genitore. Devono essere immediate, durare poco e sempre legate al comportamento sbagliato del bambino non al bambino stesso.

In caso di capricci? Partiamo con il dire che i capricci si possono attuare in due ambiti: quello esplicito e quello implicito. Nel primo caso ci troviamo di fronte ad un capriccio evidente, palese, dovuto alla volontà del bambino di non rispettare una regola, un divieto. Nel secondo caso il capriccio può essere dovuto al bisogno del bambino di attirare l’attenzione del genitore, di sapere quanto potere ha su di lui (fino a che punto può spingersi), al bisogno di avere dei limiti o di avere un certo grado di autonomia (il bambino vorrebbe fare da solo, ma il genitore non glielo permette).

Come gestire il capriccio? Mai urlare, ma utilizzare un tono di voce fermo e sicuro, non assecondarlo, ignorarlo, evitare frasi che esprimono giudizi sul bambino (“sei capriccioso”) ed evitare paragoni (“gli altri non fanno così”). Importante è inoltre osservare il comportamento del bambino per capire se effettivamente sta facendo un capriccio ed ascoltarlo, parlare con lui delle emozioni siano esse positive o negative.

 

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Incontro formativo 2019

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Open day 2019

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Scegliere i giochi

E’ da poco passato il Natale e sicuramente nelle case di ogni famiglia con bambini piccoli saranno arrivati giocattoli di ogni tipo, magari anche piuttosto costosi. Spesso però accade un fatto strano: ci stupiamo nel vedere che i bambini siano più interessati e giochino più volentieri con l’incarto del regalo e con il nastro che lo decorava, piuttosto che con il gioco stesso. Inoltre notiamo che dopo pochi giorni finisce la curiosità per la “novità” e i bambini preferiscono giocare con pentole, cucchiai di legno, scatole di ogni forma e dimensione, pennarelli e pastelli, oggetti di uso quotidiano.

Perché questo?

I bambini, soprattutto nella fascia 0-3, utilizzano il gioco per apprendere delle cose sulla realtà che li circonda e per costruire sé stessi coinvolgendo tutti e cinque i sensi. Attraverso gli oggetti con cui giocano ogni giorno imparano a sviluppare delle strategie, acquisiscono competenze e capacità. Quindi è importante che i bambini giochino con oggetti di materiali che offrano loro sensazioni stimolanti ed arricchenti. Il giocattolo di plastica, ad esempio, è colorato  alla vista, ma freddo al tatto; suona, ha luci colorate e poco più. Giocando invece con la carta, il legno o la stoffa, i sensi vengono fortemente stimolati e sono molte di più le informazioni che arrivano al bambino. Stropicciare la carta produce un certo rumore, rompere del cartone un altro, il cucchiaio di legno che sbatte sul pavimento una altro ancora; a livello tattile questi materiali hanno texture differenti, ma anche diversi pesi e spessori e diversi sono anche i loro odori. Inoltre il bambino li può combinare insieme per creare infinite possibilità di gioco.

Quali i giochi da privilegiare?

Giochi in legno, stoffa, metallo o altro materiale povero; cucine in miniatura da allestire con utensili e pentolame vero, piccole scope, straccetti o spolverini per giocare a “far finta di…”; stoffe di vari colori e consistenze (velluto, lana, cotone, pile,…) da poter usare ad esempio per travestirsi; puzzle di legno e cartone da selezionare in base all’età del bambino e costruzioni di vario tipo per favorire la motricità fine e la coordinazione oculo-manuale; materiali per attività grafico-pittoriche e di manipolazione (tempere, pennarelli, pastelli, colori a dita, pongo fatto in casa,…); libri a volontà scelti in base all’età; utensili per il giardinaggio (piccole carriole, zappe, rastrelli, annaffiatoi, ma anche piccoli vasetti in cui piantare fiori o erbe aromatiche); giochi di società per i bambini più grandi.

Scegliamo di regalare quindi giochi che stimolino la fantasia e l’immaginazione, la naturale curiosità e voglia di esplorazione del bambino, il gioco di finzione e le relazioni tra pari o tra bambini ed adulti. Sarebbero soldi ben spesi ed un ottimo investimento per lo sviluppo del bambino.

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I BAMBINI E LA LETTURA 2

La domanda che spesso si fanno i genitori quando vogliono comprare dei libri ai propri figli è: “quale tipo di libro scelgo?”. Di sicuro la scelta dipende dall’età del bambino. Vediamo nel dettaglio quali sono le tipologie di libri consigliate suddivise per fasce d’età:

  • a 0-6 mesi i bambini amano sentire la voce umana che parla e racconta, il contatto visivo e fisico, la mimica gestuale e manuale. E’ consigliabile pertanto leggere ninne nanne da sussurrare prima di dormire, raccolte di filastrocche, tiritere e scioglilingua che possono accompagnare i quotidiani gesti di tenerezza (per addormentare, per giocare, per intrattenere durante il cambio,…), racconti brevi con massaggio, sorrisi, mimica gestuale, vocalizzi, giochi con le parti del corpo;
  • a 6-12 mesi i bambini iniziano a capire come “funziona” un libro, lo afferrano e lo portano alla bocca per esplorarlo, sono attratti da foto ed immagini con colori vivaci. I libri devono quindi essere di piccola dimensione, resistenti e maneggevoli. Le figure preferite sono i volti, animali ed oggetti di uso quotidiano. Scegliamo libri con frasi brevi, o semplicemente con il nome dell’oggetto raffigurato;
  • a 12/24 mesi i bambini acquisiscono a poco a poco familiarità con il libro fino a saperlo maneggiare in modo corretto, fanno i primi tentativi di ripetere parole e frasi brevi, nominano gli oggetti raffigurati e li indicano con il dito. I libri migliori sono quelli che narrano storie molto semplici e che trattano di esperienze quotidiane dei bambini. I protagonisti possono essere bambini o animali antropomorfizzati. Utili anche i libri con i buchi, con alette o parti mobili che invitano alla stimolazione tattile ed alla formulazione di ipotesi;
  • a 24/36 mesi i bambini sanno maneggiare con sicurezza il libro, ascoltano attentamente la lettura dell’adulto, ripetono con ordine storie brevi che hanno sentito più volte e pretendono che l’adulto rilegga spesso una storia a loro gradita. Sono attratti dai libri che narrano la quotidianità e da storie che trattano di sentimenti (paura, gelosia, amicizia,…), amano le fiabe, soprattutto quelle in cui la stessa azione viene ripetuta più volte e i libri con i testi in rima.

E’ importante, inoltre, che fino ai 3 anni i libri scelti siano cartonati robusti, con sfondo bianco o comunque molto chiaro in modo tale da rendere ben visibili figure dai colori vivaci.

Dopo aver letto queste indicazioni affrettatevi ad andare in libreria a comprare un libro per i vostri bimbi: è un acquisto più economico ed istruttivo di tanti giochi moderni che vi regalerà momenti preziosi da trascorrere in compagnia dei vostri figli.

 

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I bambini e la lettura

E’ possibile avvicinare i bambini ai libri sin da piccolissimi? Certo che sì. I libri e la lettura proposti in modi e dosi giuste, possono diventare sin dalla più tenera età preziosi alleati per la crescita dei bambini. Forse non tutti sanno che:

  • i primi 2 anni di vita del bambino sono fondamentali per il suo sviluppo : più parole ascolta, più ne impara!
  • un bambino abituato a leggere almeno 4 volte a settimana, a 5 anni avrà un lessico del 50% più ampio rispetto ad un bambino non abituato a leggere
  • arrivato a scuola il bambino non abituato alla lettura avrà un ritardo medio nel linguaggio di 6/12 mesi rispetto ad un pari età abituato alla lettura
  • leggere rafforza il legame con i genitori (soprattutto con quello che legge) e favorisce la discussione tra genitore e bambino sulle emozioni, facilitandone la comprensione
  • gli effetti della stimolazione della lettura fino ai 24 mesi rimarranno evidenti fino ai 17/18 anni.

Perché leggere ai bambini? Perché leggere ad alta voce crea l’abitudine all’ascolto, aumenta i tempi di attenzione, accresce il desiderio di imparare a leggere, calma, rassicura, consola ed è un’esperienza piacevole per l’adulto ed il bambino.

In che modo? Scegliendo un luogo confortevole dove sedersi tenendo in braccio il bambino, recitando o cantando filastrocche del suo libro preferito, cercando di eliminare fonti di distrazione (televisione, radio, telefono,…), tenendo in mano il libro in modo tale che il bambino riesca a vedere chiaramente le pagine, facendogli indicare le figure, parlando delle figure e ripetendo le parole di uso comune, creando le voci dei personaggi ed usando la mimica per raccontare la storia, variando il ritmo della lettura (più lento o più veloce), facendogli domande (cosa pensi che succederà adesso?), lasciando scegliere a lui il libro da leggere, rileggendo i suoi libri preferiti anche se lo chiede spesso.

Quando leggere? Bisognerebbe cercare di riservare alla lettura un momento particolare della giornata (prima della nanna, dopo i pasti,…) prediligendo quelli durante i quali genitore e bambino sono più tranquilli. Se il bambino durante la lettura si agita o è inquieto non insistere.

E per finire teniamo ben presente che:

  • se i genitori amano la lettura il bambino lo capirà e l’amerà anche lui
  • bisogna mettere a disposizione dei bambini quanti più libri possibile
  • sarebbe consigliabile portare spesso i bambini in biblioteca o in libreria
  • leggere assieme ai bambini li aiuta a crescere come persone
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L’inserimento

E’ passato poco più di un mese dall’apertura del nostro nido. Anche quest’anno abbiamo accolto all’interno della nostra struttura diversi bimbi “nuovi” con le loro famiglie. Sì, “con le loro famiglie”, perché accogliere e poi inserire un bambino in un nido vuol dire anche affrontare questo passaggio con la sua mamma ed il suo papà. Anzi, prima di affrontare l’inserimento vero e proprio del bambino, bisogna saper accogliere i genitori, le loro ansie, le preoccupazioni, le paure che anche solo inconsciamente attraversano la loro mente e li portano a farsi le fatidiche domande: “Avrò fatto la scelta giusta?”, “Ma piangerà? E quanto?”, “Starà bene al nido senza di noi?”. E’ normale e lecito, infatti, che una famiglia possa nutrire delle perplessità di questo tipo. L’inserimento al nido è un evento eccezionale non solo per il bambino, ma anche per i genitori che affidano la loro creatura alle cure delle educatrici che il più delle volte non conoscono e in un ambiente sconosciuto. Per questo riteniamo che sia di fondamentale importanza organizzare ogni anno con i genitori una riunione in cui si presenta il personale, si spiega la routine quotidiana, le diverse attività che i bambini svolgono al nido, che cosa sia l’inserimento e perché necessiti di gradualità, le modalità ed i tempi soggettivi con cui si intende organizzarlo. Inoltre viene data loro la possibilità di vedere direttamente gli spazi accoglienti del nido, dove tutto è a misura di bambino. Possiamo dire che l’inserimento, in realtà, ha inizio proprio con questa riunione perché è in questa occasione che si inizia a prendere confidenza con l’ambiente e si gettano le basi per intraprendere una relazione famiglia-educatrici basata sulla fiducia reciproca. Poter condividere, inoltre, questo tipo di esperienza con genitori che l’hanno già vissuta e superata potrebbe essere di valido aiuto per non sentirsi soli. Pertanto quest’anno abbiamo proposto ai genitori dei nostri bambini un’attività semplice, ma preziosa. Lasciando a disposizione  foglietti, pennarelli e biro, abbiamo chiesto a chi se la sentisse (genitori “vecchi” e “nuovi”) di scrivere il proprio vissuto (attuale o già passato)sul delicato periodo dell’inserimento. Il risultato è stato per noi molto significativo poiché nei biglietti scritti ed incollati sul cartellone abbiamo letto la fatica nell’affrontare il primo vero distacco dal proprio bambino, ma anche la piena soddisfazione nel vedere che dopo le difficoltà iniziali i propri figli sono più sereni e passo dopo passo affrontano assieme ai compagni ed alle educatrici il loro percorso di crescita e sviluppo. Perché “insieme è più bello”!

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Calendario a.s. 2018-2019

Di seguito il link da cui poter scaricare il calendario scolastico per l’anno 2018-2019

Calendario scolastico 2018-2019 nido

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