La lettura

La lettura è una delle attività che proponiamo ai bambini sin da piccolissimi. Leggendo ad alta voce e raccontando storie sin dalla più tenera età, infatti, si gettano le basi per un buon rapporto con la lettura, ma non solo. Il genitore che legge un libro al proprio piccolo svolge un’attività molto coinvolgente per entrambi che rafforza il legame affettivo adulto-bambino. Non dobbiamo pensare pertanto che sia poco utile leggere ad un bambino molto piccolo solo perché ci sembra ancora poco in grado di comprendere ciò che ascolta. Al contrario, il bambino esposto alla lettura, è in grado già molto presto di estrarre e fare proprie le parole e le regole del linguaggio. Fino ai 12-18 mesi si possono utilizzare libri tattili, sonori, cartonati con poche pagine e figure grandi. Con i bambini più grandi si possono scegliere storie brevi magari con qualche elemento avventuroso  o di suspence per ravvivare la loro attenzione. Dal 1999 è attivo su piano nazionale il progetto “Nati per leggere” che ha lo scopo di promuovere la lettura in famiglia sin dalla nascita poiché “leggere con continuità ai bambini ha una positiva influenza sul loro sviluppo intellettivo, linguistico, emotivo e relazionale con significativi effetti per tutta la vita adulta.” Citando dal sito di “Nati per leggere” elenchiamo in breve dieci buoni motivi per leggere assieme ai propri figli:

  1. Perché al tuo bambino piace stare in braccio e ascoltare la tua voce;
  2. Perché il tempo passato a leggere insieme è un tempo ricco per tutti e due;
  3. Perché il ricordo delle storie che leggete insieme resta per sempre;
  4. Perché nutre la mente del tuo bambino e stimola la sua attenzione;
  5. Perché il rito della storia letta favorisce il sonno del bambino;
  6. Perché ad ogni lettura il bambino scopre cose nuove e diverse;
  7. Perché al tuo bambino piace sentire la stessa storia tantissime volte;
  8. Perché al tuo bambino piace cambiare libro e viaggiare in altri mondi;
  9. Perché ogni illustrazione è una storia da raccontare;
  10. Perché da ogni storia nascono altre storie e mille domande che arricchiscono la vita.

Cerchiamo di dedicare quindi quotidianamente alcuni minuti alla lettura e di approfittare delle letture animate organizzate dalle biblioteche comunali per  trarre tutti i possibili benefici da questa stupenda attività.

Per maggiori informazioni sul progetto “Nati per leggere” visitare il sito http://www.natiperleggere.it

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Open day 2018

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Attività grafico-pittoriche

Una delle attività che i bambini gradiscono di più in assoluto è colorare e “pasticciare”. Fino ai 24/30 mesi il bambino colora per il puro piacere di lasciare una traccia di sé e, sebbene a volte verbalizzi ciò che ha disegnato, in realtà non ne conserva memoria. In seguito grazie anche al maggior controllo dei movimenti della mano, nasce la volontà di rappresentare la realtà che lo circonda e così compaiono le prime forme chiuse che sostituiscono gli scarabocchi.

Un esempio di attività grafico-pittoriche che proponiamo ai nostri bambini è la pittura in tutte le sue forme (a pennello, a muro, con il rullo o le spugnette, con i tappi o i timbri, con le manine, i piedini o con le dita) utilizzando tempere, ma non solo. Spesso, infatti, utilizziamo altri materiali per fare esperienze sensoriali diverse e stimolare la fantasia e la creatività (caffè, cacao, schiuma da barba colorata o no, borotalco, succo di pomodoro, ecc…). Utilizziamo anche pastelli, pastelli a cera e realizziamo collage di ogni genere (con carta di tutti i tipi e colori, stoffa, bucce della frutta, gusci d’uovo, foglie secche, paglia, sabbia, legumi, ecc..). Con tutte queste differenti tecniche realizziamo cartelloni di ogni tipo e singoli lavoretti a tema (natale, carnevale, pasqua e feste varie) o inerenti la programmazione annuale.

Scopo di tutto ciò non è soltanto stimolare la fantasia, ma anche favorire lo sviluppo della motricità fine, la coordinazione oculo-manuale, il superare la paura di sporcarsi e di sporcare.


Pittura a muro

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Il gioco dei colori

Imparare i colori è per i bambini un processo mentale molto complesso, poiché non soltanto devono impararne i nomi, ma anche associarli al colore corrispondente. Solitamente tra i 2 e i 3 anni se opportunamente stimolati, i bambini dovrebbero conoscere almeno i 3 colori primari (giallo, rosso e blu). Naturalmente è compito dell’adulto favorire questo tipo di conoscenza tramite semplici atti quotidiani, come nominare il colore degli abiti che si fanno indossare ai propri bambini piuttosto che  il colore delle costruzioni mentre giocano, o dei pennarelli e così via.

I bambini del gruppo dei cavallini in questi giorni ha realizzato INTERAMENTE con le loro manine un gioco pensato appositamente per stimolarli a discriminare i colori, impararne i nomi e a dividerli correttamente. Hanno infatti colorato di giallo, rosso, verde, blu e viola dei tubi di cartone e della pasta di diverso formato. Lo scopo del gioco è quello di inserire la pasta dei cinque diversi colori nel tubo corrispondente.  Ovviamente il gioco darà i suoi frutti se sarà l’adulto a guidare il bambino ripetendo più volte il nome dei colori!

Ecco le varie fasi della realizzazione del gioco:


 

i bambini colorano i tubi…

 

 

 


 

e la pasta.

 

 

 


 

Ecco il gioco finito!

 

 

 

Provate anche a voi a creare un gioco simile con i vostri bambini; sarebbe un bel modo per trascorrere del tempo insieme a loro facendo un’attività utile per il loro sviluppo.

Buon divertimento!

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I bambini e la tecnologia

Sempre più spesso la pubblicità ci convince che la tecnologia (smartphone, tablet e simili con apposite app e giochini pensati apposta per i piccoli) aiuti i nostri bambini a sviluppare le loro facoltà e noi genitori li compriamo pensando di fare il loro bene. Ecco cosa scrive Daniele Novara, noto pedagogista, in un articolo pubblicato sulla rivista “Un pediatra per amico” (supplemento al n.2/2015) a questo proposito e relativamente alla fascia d’età 0-3 anni :

“L’infanzia non ha bisogno di videoschermi, non ha bisogno di una realtà virtuale. Prima dei 3 anni un bambino necessita di sviluppare competenze interagendo con l’ambiente attraverso esperienze sensoriali che utilizzino tutti e cinque i sensi. Solo questa interazione esperienziale consente di sviluppare e implementare le proprie risorse neuronali. E’ stato dimostrato che anche solo una televisione accesa nella stessa stanza dove un bambino piccolo sta giocando ne disturba l’attività, impedendo di sviluppare quella capacità di concentrazione così importante per il suo futuro.[…] Il touch screen non è una vera esperienza sensoriale: c’è una superficie liscia che attiva stimoli visivi. Punto. Molti studi documentano un rapporto diretto tra la durata dell’esposizione agli schermi e le conseguenze sull’attenzione di bambini e ragazzi. Un bambino piccolo che guarda un’ora di tv al giorno, è a rischio di sviluppare deficit di attenzione due volte superiore a chi non la guarda (A. Oliverio, Nativi digitali. Non lasciamoli soli con i media, in “Vita e Pensiero”, 2/2014). Occorre allora, soprattutto in questa fascia d’età, che i genitori curino i loro comportamenti. Non può funzionare il farsi vedere assorbiti dalla televisione, da un computer o da un telefono cellulare, magari talmente distratti da non accorgersi neanche dei richiami dei figli. In quell’età i bambini sono molto inclini all’imitazione: se ci vedranno perennemente il telefonino in mano, ne vorranno uno.”

Facendo tesoro di queste considerazioni cerchiamo di proporre meno tecnologia ai nostri figli e più attività sensoriali, più tempo dedicato alla lettura o ad una passeggiata; favoriremo così la qualità del nostro rapporto con loro.

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S.O.S. pannolino

Una delle tappe evolutive che  il bambino si trova ad affrontare durante la sua crescita è quella di togliere il pannolino. In effetti, attorno ai 24/30 mesi, i bambini acquisiscono il completo controllo sfinterico e potrebbero dunque essere pronti a compiere questo passo. La sua gestione ed organizzazione a volte genera qualche ansia nei genitori che chiedono spesso consigli su come affrontarlo. Ecco alcune semplici “regole” per aiutare il proprio bimbo a vivere il passaggio dal pannolino al vasino con serenità:

  • a partire dai 18/20 mesi iniziare a sederlo sul vasino o sul wc con l’ausilio di un riduttore;
  • fargli trovare in bagno dei giochini o dei libri per intrattenerlo una volta seduto sul wc per evitare che si stanchi o che si annoi;
  • portarli in bagno con cadenza regolare (ad esempio ogni ora) una volta tolto definitivamente il pannolino senza aspettare che siano loro a dire che vogliono andare in bagno;
  • tenere in considerazione che sicuramente ci saranno degli incidenti di percorso e che i primi tempi si bagneranno o si sporcheranno. Cerchiamo comunque di rassicurare il bambino evitando di sgridarlo;
  • complimentiamoci con lui quando utilizza correttamente il bagno gratificandolo le prime volte con una ricompensa (una caramella, un giochino,….) che funga da rinforzo positivo;
  • non dimentichiamoci che questo passo deve essere affrontato rispettando i tempi e l’individualità di ogni bambino. Pertanto se dovesse dimostrarsi particolarmente preoccupato o riluttante e quindi non pronto aspettiamo ancora un po’

Tenendo presente tutto ciò il successo è assicurato!

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Il gioco simbolico

Vi è mai capitato di vedere vostro figlio, ad esempio, cullare una bambola, coprirla con un lenzuolino e  metterle il ciuccio in bocca oppure portarvi una tazzina di plastica o qualsiasi altro oggetto dicendo che vi ha fatto il caffè? Bene, facendo così vostro figlio sta giocando a “fare finta di…” che è appunto quello che viene denominato gioco simbolico.  In altre parole il bambino, dopo aver osservato la realtà che lo circonda, la interpreta e la fa propria sperimentando ruoli (la mamma, il papà, ecc..,), situazioni e sentimenti differenti (rabbia, gioia, felicità, ecc.) che vengono rivelati dai bambini ad esempio attraverso gli stili comportamentali (il modo in cui cullano la bambola…) ed il tono della voce (alto e forte quando sono arrabbiati, dolce e basso quando imitano una relazione affettiva intensa…) oppure attraverso frasi che sentono pronunciare quotidianamente dalla mamma, dal papà, dall’educatrice.

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Il nido a casa

Vogliamo proporvi alcune attività educative semplici e divertenti che potete fare a casa per intrattenere i vostri bambini:

  • Se state preparando una crostata, dei biscotti, pasta fresca o pizza potete dare una pallina d’impasto al bambino: gli sarà utile per stimolare la motricità fine e voi potrete cucinare assieme a lui.
  • Apparecchiare la tavola: spiegate al vostro bambino cosa si usa durante il pasto e rendetelo partecipe nella preparazione della tavola. Lui si sentirà coinvolto e col tempo imparerà a gestire autonomamente questo incarico.
  • Sfruttate gli oggetti che avete in casa per intrattenerlo: cucchiai di legno, barattoli, coperchi, pasta, vecchi portafogli, stoffe o altri oggetti di uso domestico. Giocare con questo tipo di oggetti è molto più stimolante e divertente di tanti altri giochi!
  • Dopo aver  cucinato, colorato o fatto altri tipi di attività, fatevi aiutare a riordinare e a pulire con un panno umido: non solo li aiuterete a capire che “chi gioca poi riordina”, ma scoprirete quanto per loro sia divertente farlo.

Buon divertimento!

 

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Cestino dei tesori e gioco euristico

Per favorire l’apprendimento del bambino e la conoscenza del mondo tramite l’utilizzo dei cinque sensi, di fondamentale importanza è il “Cestino dei tesori” creato e sperimentato da  E. Goldschmied. Si tratta di un tipo di gioco da proporre ai bambini sin da quando acquisiscono la capacità di stare seduti consistente in un contenitore di materiale naturale (ad esempio un cestino di vimini) colmo di oggetti di uso comune che si possono facilmente reperire all’interno dell’ambiente domestico. Sono oggetti naturali o fatti di materiali naturali (ad es. pigne, grosse castagne, tappi di sughero di grandi dimensioni, spugne naturali, pon pon di lana, piccoli cestini di vimini), oggetti di legno (ad es. mollette per il bucato, anelli delle tende, cucchiai, ciotoline), oggetti di metallo (ad es. cucchiai, frusta da cucina, chiavi limate, scatole di latta, imbuti), oggetti in pelle e in tessuto (ad es. piccole borse, piccoli peluches, nastri di seta, pizzo o velluto) oppure oggetti di carta (scatolette di cartone, robusti cilindri della carta da cucina). Il bambino, tramite la manipolazione di questi oggetti, sperimenta tutta una serie di attività come il guardare, il toccare, l’afferrare, il battere, lo scuotere che favoriscono lo sviluppo dei cinque sensi. Si passa alla fase del gioco euristico quando il bambino incomincia a chiedersi “che cosa posso fare con questi oggetti?” mettendoli in relazione tra di loro e scegliendo di utilizzarli ad esempio per riempire, svuotare, infilare, sovrapporre, ma anche per fare paragoni e riconoscere somiglianze e differenze.

Ecco una piccolo esempio di “cestino dei tesori”

Divertitevi anche a casa con quest’attività assieme ai vostri bimbi!

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La manipolazione

Una delle attività che riscuote più successo tra i nostri bambini è la manipolazione. Lo scopo è quello di sviluppare la sensorialità, la creatività, la conoscenza di sé e del mondo, la motricità fine della mano e la coordinazione oculo-manuale attraverso la manipolazione ad esempio di pasta sale, schiuma da barba, farine e riso, terra, carta di vario tipo ed altri materiali di consistenze diverse.

Ecco la ricetta della pasta sale: 200 g di farina, 200 g di sale fino, 100 ml di acqua. Basta mescolare gli ingredienti fino a raggiungere un impasto denso che non appiccica e non si sgretola e dare libero sfogo alla fantasia utilizzando magari matterelli e formine per creare decorazioni per la casa o piccoli oggetti. Volendo l’impasto si può colorare da asciutto con le tempere oppure aggiungendo direttamente il colore nell’impasto. Questa è un’ottima idea per trascorrere assieme ai vostri bambini un pomeriggio allegro e divertente!

I cavallini hanno utilizzato la pasta sale per creare un bellissimo bosco in 3D. Bravi!

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