I bambini e la tecnologia

Sempre più spesso la pubblicità ci convince che la tecnologia (smartphone, tablet e simili con apposite app e giochini pensati apposta per i piccoli) aiuti i nostri bambini a sviluppare le loro facoltà e noi genitori li compriamo pensando di fare il loro bene. Ecco cosa scrive Daniele Novara, noto pedagogista, in un articolo pubblicato sulla rivista “Un pediatra per amico” (supplemento al n.2/2015) a questo proposito e relativamente alla fascia d’età 0-3 anni :

“L’infanzia non ha bisogno di videoschermi, non ha bisogno di una realtà virtuale. Prima dei 3 anni un bambino necessita di sviluppare competenze interagendo con l’ambiente attraverso esperienze sensoriali che utilizzino tutti e cinque i sensi. Solo questa interazione esperienziale consente di sviluppare e implementare le proprie risorse neuronali. E’ stato dimostrato che anche solo una televisione accesa nella stessa stanza dove un bambino piccolo sta giocando ne disturba l’attività, impedendo di sviluppare quella capacità di concentrazione così importante per il suo futuro.[…] Il touch screen non è una vera esperienza sensoriale: c’è una superficie liscia che attiva stimoli visivi. Punto. Molti studi documentano un rapporto diretto tra la durata dell’esposizione agli schermi e le conseguenze sull’attenzione di bambini e ragazzi. Un bambino piccolo che guarda un’ora di tv al giorno, è a rischio di sviluppare deficit di attenzione due volte superiore a chi non la guarda (A. Oliverio, Nativi digitali. Non lasciamoli soli con i media, in “Vita e Pensiero”, 2/2014). Occorre allora, soprattutto in questa fascia d’età, che i genitori curino i loro comportamenti. Non può funzionare il farsi vedere assorbiti dalla televisione, da un computer o da un telefono cellulare, magari talmente distratti da non accorgersi neanche dei richiami dei figli. In quell’età i bambini sono molto inclini all’imitazione: se ci vedranno perennemente il telefonino in mano, ne vorranno uno.”

Facendo tesoro di queste considerazioni cerchiamo di proporre meno tecnologia ai nostri figli e più attività sensoriali, più tempo dedicato alla lettura o ad una passeggiata; favoriremo così la qualità del nostro rapporto con loro.

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